viticoltura in Savoia, Valle del Rodano

La vigna della Savoia

Tra le Alpi del Rodano

La vite selvatica (vitis vinifera sylvestris) era presente nella Gallia meridionale fin dal paleolitico, poi con il riscaldamento climatico la coltivazione è risalita lungo il corso del Rodano. L’arte del vino è sì stata importata dalla Grecia, ma i vitigni erano autoctoni. Sembrerebbe che i Romani siano i veri promotori della coltura della vite agevolando gli scambi tra le regioni alpine.

Già in epoca medioevale i vigneti della Savoia forniscono vini di qualità riservati alla nobiltà e al clero. Dal XVII al XIX secolo il vigneto savoiardo non ha smesso di svilupparsi e il commercio di incrementarsi, ma è nel dopoguerra che si assiste, con l’ammodernamento dei metodi produttivi, al vero sviluppo della viticoltura della regione.

Oggi si assiste ad una diminuzione delle piccole aziende (inferiori ad un ettaro), mentre quelle con più di cinque ettari sono in pieno sviluppo. Attualmente si possono identificare otto terroirs distinti che rappresentano le regioni di produzione dei 22 crus savoiardi. La Savoia presenta le condizioni ideali per la produzione della vigna grazie alla combinazione di tre elementi: altitudine, dislivello ed esposizione favorevole.

I vini bianchi costituiscono più dei 2/3 della produzione annuale. Oggi attraverso gli itinerari proposti dalla Route des Vins de Savoie è possibile visitare le meraviglie viticole della zona.

I principali vitigni a bacca rossa allevati qui sono: Syrah, Grenache Noir, Pinot Noir, Mondeuse Noir e Gamay. Tra quelli a bacca bianca ricordiamo il Viognier, il Sauvignon Blanc, Jacquère, Marsanne, Clairette, Roussanne e Roussette.

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