Bianco Pisano di San Torpè

Alla scoperta del Bianco Pisano di San Torpè Doc

La leggenda narra...

Secondo la leggenda locale Torpè era un centurione romano diventato cristiano e martirizzato nella zona delle Colline Pisane. Il corpo venne gettato in mare e la corrente lo portò ad arenarsi su una spiaggia di una località non lontana dalle foci del Rodano, dove più tardi nel ricordo del suo nome, sarebbe nato il villaggio di pescatori di Saint-Tropez. Questo spiega non solo l’origine dei due nomi, ma il fatto che il probabile luogo del martirio, nei pressi di Cenaia, abbia preso il nome di “Corte di San Torpè” e che nella zona, già nel 100 d.C. con quella denominazione sia riportata dagli Annuari Camaldolesi una produzione di vino. Da allora, per estensione, tutto il vino bianco si è sempre detto “di San Torpè” e quando, nel 1980, venne riconosciuta la Doc, il vino diventò Bianco Pisano di San Torpè.

Questo vino è prodotto in quindici comuni della provincia di Pisa e in parte di quello di Collesalvetti, in provincia di Livorno, in un territorio delimitato a nord dall’Arno e solcato dagli affluenti Elsa ed Egola.

Questo nettare è composto da Trebbiano Toscano e il colore è solitamente giallo paglierino; il profumo è vinoso e vivace e il sapore secco, delicato, armonico. Con la stessa uva si produce anche un Vin Santo dal colore giallo dorato, profumo aromatico, sapore secco o amabile.

CONDIVIDI SU:

Articoli correlati

  • Vinificare l'uva bianca con la buccia, come per un rosso, dà un vino arancione. Secondo il metodo classico, il vino bianco si fa pressando l'uva (nera o bianca) e lasciando fermentare il succo. Per il vino rosso, il procedimento è inverso: si fa fermentare l'uva (a bacca nera) e poi…