cover Cantine Contratto

Visita alle Cantine Contratto

Lo spumante prodotto nel Patrimonio dell'Unesco

La decisione di visitare l’azienda Contratto è stata presa per approfondire la conoscenza delle bollicine di una zona nota per la produzione di grandi vini rossi.

A Canelli è un assolato pomeriggio estivo quando Carlotta, la nostra guida nelle famose cantine Contratto, ci accoglie con il suo aperto sorriso. Sarà lei a farci scoprire questa azienda ricca di storia e di successi.

Le Cantine sono diventate patrimonio dell’Unesco nel 2014 grazie all’instancabile promozione dell’attuale proprietario.
Giorgio Rivetti, discendente di contadini e attento conoscitore del suolo, ha fatto il suo primo ingresso nella realtà Contratto come consulente enologo, per poi avere un ruolo di primo piano nella loro rinascita e promozione.

Ai precedenti proprietari, i Bocchino, si devono gli eccellenti restauri realizzati nei santuari, le grotte scavate a mano nella collina di Canelli nel 1872 circa. Questi luoghi mantengono tutto l’anno una temperatura costante di 13°, condizione perfetta per la fermentazione dei millesimati.
All’interno di essi funziona ancora l’impianto d’illuminazione risalente all’arrivo dell’elettricità nel paese, intorno al 1920.

Contratto è una delle più vecchie cantine a praticare il metodo classico come processo di spumantizzazione.

Carlotta ci racconta la lunga attesa che precede l’imbottigliamento finale di uno spumante Contratto: 5 anni di riposo e lavorazione per affinare il perlage e farne esplodere le fragranze.
Tutti i vini , tranne il Rosè ed il Blanc de Blancs, sono un assemblaggio di circa 80% di Pinot Noir e 20% di Chardonnay mentre il Blanc de noir proviene da vigne vecchie 60 anni.
Da qualche anno sono stati piantati nuovi vigneti in alta Langa e nel 2018 potremmo bere un bicchiere di Docg vendemmia 2013.

Grazie alla competenza e alla frizzante compagnia di Carlotta salutiamo la cantina Contratto con la consapevolezza che l’enologia italiana ha affidato in mani esperte il proprio futuro.


Il processo di lavorazione nelle Cantine Contratto

Carlotta ci guida in tutte le fasi tipiche della vinificazione: dalla fermentazione alcolica in vasche d’acciaio, al remuageeseguito manualmente.
Un ruolo di primo piano in questo processo lo svolge l’infaticabile Mauro: uomo simbolo delle cantine Contratto, professionista del coup de poignet e fine conoscitore del ciclo di vita dei lieviti: entrò a lavorare in cantina a 16 anni!
A lui il compito di praticare a mano l’operazione di degorgiatura delle bottiglie dove si va a togliere il cilindro ghiacciato permettendo dunque la fuoriuscita dei lieviti dopo la loro fermentazione.
Dopo essere stata stappata, ogni bottiglia è rabboccata con il liqueur d’expédition , utilizzando vini della stessa annata.

Proprio il rimando al vino d’oltralpe è stato originariamente un espediente commerciale utilizzato dai proprietari Contratto, prima che fossero riconosciuti l’autenticità e il valore che lo spumante italiano può suscitare nei palati degli intenditori e degli appassionati.

La produzione in cifre

Sono presenti in cantina 1,5 milioni di bottiglie e la produzione annua è di 250.000 bottiglie all’anno.

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