Viticoltura isola d' Elba

Isola d’Elba: la grande fatica del vino

Terra dell'Ansonica

Già Plinio descriveva l’Elba come “insula vini ferax” e per secoli la qualità dei vini elbani ha sorretto l’immagine dell’isola nel mondo romano, in quello medievale e poi rinascimentale. Incoraggiata dai Medici, la viticoltura si sviluppò enormemente fino a coprire oltre 5000 ettari, praticamente un quarto dell’isola. Dopo l’invasione devastante della fillossera, gran parte di quel patrimonio è andato perduto. Oggi l’Elba dispone di poche centinaia di ettari coltivati, ma i miglioramenti qualitativi e la crescente importanza che sta assumendo il vino lasciano sperare in un futuro promettente.

Quella dei vini elbani è una strada tutta particolare, che non ha niente a che vedere con il proliferare dei vigneti della terraferma sull’antistante Costa degli Etruschi. È diversa la storia e sono diverse le uve, ma sono diversi anche gli impianti, ricavati su terrazze vertiginose o inseriti tra i massi infuocati dal sole. Dall’epoca etrusca e romana l’eroica viticoltura elbana è un autentico monumento alla fatica e all’amore per la terra del vignaiolo.

Il paesaggio alterna vigneti curati a estensioni di terrazze abbandonate e offre una visione eloquente di come si presentava l’isola nei primi anni del ‘900. La nota più sorprendente data dall’angolo di Pomonte dove i vigneti sorgono in mezzo a un’antica frana, fra i massi. Non a caso quel terreno è chiamato “scaldeto” per la sua capacità di assorbire e restituire il calore del sole. Spesso le viti appoggiano i tralci e i grappoli sulle pietre e sono accessibili all’uomo talvolta attraverso scalinate naturali.

I vitigni coltivati all’Elba sono di antica origine, come il Moscato, l’Aleatico e l’Ansonica, emigrata dalla Sicilia dove ancora oggi si chiama Inzolia; altri autoctoni del continente, come il Biancone, il Trebbiano, il Sangioveto (nome arcaico del Sangiovese) e il Procanico; altri ancora invece sono stati introdotti dalla Francia. La prima Doc, stabilita nel 1967 per le semplici denominazioni “Elba Bianco” ed “Elba Rosso”, è stata integrata nel 1994 ed è estesa ad altri quattro vini: Ansonica, Ansonica Passito, Elba Rosato e Aleatico. Quest’ultima Doc è molto importante perché garantisce un vino pregiato, prodotto da secoli sull’isola.

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