tastevin illustrazione

Il tastevin: strumento principe del sommelier.

Tecnica d'assaggio.

Il tastevin è lo strumento simbolo del sommelier il quale se ne serve naturalmente per assaggiare il vino. L’origine del tastevin è antica quanto il vino, anche se quello in uso ancora oggi risale appena al XVII secolo. Solitamente è in argento, per la proprietà di questo metallo di dissolvere l’anidride solforosa contenuta soprattutto nei vini bianchi giovani.

La tazza ha bordo arrotondato, con un anello e un poggiadito, è larga 8 cm e profonda 2cm. Al centro è presente una bolla di livello, che non si deve superare quando si versa il vino per l’assaggio. Attorno alla bolla si trovano delle perline in rilievo che permettono al vino, grazie alla loro azione di “rottura”, prodotta con la creazione di tanti piccoli gorghi, di ossigenarsi perfettamente in seguito ad un regolare movimento rotatorio.

Proseguendo nell’osservazione del tastevin si notano da una parte delle “nervature” sottili e dall’altra 8 incavi circolari (perle). Le prime servono per esaminare i riflessi e le sfumature dei vini bianchi, ampliandone la luminosità; le seconde, agendo anch’esse sulla luminosità, fanno apparire nitidamente le eventuali particelle in sospensione nei vini rossi. Inoltre la superficie tanto frammentata del tastevin permette di attenuare la rifrangenza dei raggi artificiali, permettendo un esame del vino più accurato.

Per ragioni di praticità il tastevin si porta appeso al collo, con una catena dotata di un moschettone. E’ consigliabile non lavarlo con acqua, per evitare il formarsi di microscopiche muffe.

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