abbinamento vino e cibo 3

Gli abbinamenti di circostanza.

In giro per il mondo.

Concludiamo il nostro percorso circa gli abbinamenti cibo/vino con l’ultimo, comunque valido, criterio, quello di circostanza.

Gli scrittori dell’arte del bere danno molta importanza alla scelta del vino per le diverse occasioni. I francesi esprimono il carattere di un vino indicando il cibo con il quale esso si accompagna alla perfezione. Su di un foie gras, per esempio, indicano il Sauternes. Fare altrettanto per i numerosi vini del mondo è pressoché impossibile, ma si possono comunque dare delle valide indicazioni, suggerendo quale tipo di vino sia meglio bere in determinate circostanze, o anche nell’uso quotidiano.

Già al momento dell’aperitivo, tanto per cominciare, i gusti “nazionali” si rivelano differenti. Gli americani solitamente preferiscono un cocktail o whisky con soda e ghiaccio, mentre i francesi amano lo Champagne e gli inglesi lo Sherry. Quanto agli italiani, che fino a qualche anno fa bevevano il Vermouth o gli amari, oggi, per stimolare l’appetito, gradiscono spumanti secchi o vini bianchi secchi, freschi di acidità, abbastanza morbidi, con aromi di frutta a polpa bianca, giustamente caldi di alcol, da servire a una temperatura di 6-8 gradi. Rientrano in questa categoria, tra gli altri, il Prosecco di Conegliano, il Gavi, il Terre di Franciacorta Bianco o il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Passando al pasto vero e proprio, se si intende servirne uno di poche pretese, questo può comunque trasformarsi in un’esperienza particolarmente interessante se si sceglie come accompagnamento un vino della propria regione che abbia caratteristiche organolettiche in perfetta armonia con quelle del cibo che sarà servito. Invece i grandi vini come il Barolo o il Brunello di Montalcino, si dovrebbero proporre con piatti succulenti e di buona consistenza, come il brasato o la fiorentina, nonché servire nelle condizioni più adatte per valorizzarli. Occorrerà quindi utilizzare bicchieri di forma adeguata, verificare la corretta temperatura di servizio e, se necessario, procedere alla decantazione.

Inoltre nel termine generico “vini della domenica” rientrano tutti i buoni vini di questo mondo che non esigono eccessiva reverenza, ma richiedono maggiore attenzione nella degustazione, come l’Oltrepò Pavese Bonarda, il San Colombano, il Chianti Colli Aretini, il Dolcetto o il Campi Flegrei Piedirosso

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