champagne buon anno

Cameriere, Champagne!

Compendio delle bollicine che fanno festa

La zona della Champagne, circa 150 km a nord est di Parigi con capoluogo Reims, produce vini almeno dal V secolo dopo Cristo. Prima rossi molto leggeri dal colore scarico, successivamente bianchi strutturati con particolari riflessi grigi: i “Vins Gris” prodotti da uve rosse. Solo verso la fine del Seicento, dopo decenni di prove e di studi, grazie anche all’utilizzo di bottiglie di vetro resistenti e di tappi di sughero, quei bianchi un po’ rustici si trasformarono nella più nobile delle bollicine: lo Champagne. Oggi, con l’ampliamento degli ettari vitati, suddivisi principalmente tra i départements della Marne, dell’Aube e dell’Aisne e la nascita di tanti piccoli viticoltori, non si può più parlare di un unico Champagne, ma di tanti Champagnes diversi, i quali raccontano del loro “terroir”.

Prima delle Appellations d’Origine Controlée (AOC), nate nel 1935, una legge del luglio 1927 delimitava la zona di produzione e definiva i vitigni autorizzati ad essere impiegati nella produzione della bollicina più famoso al mondo. Era previsto il solo utilizzo delle cultivar della famiglia dei Pinot (lo Chardonnay era allora considerato un Pinot). Oggi il Pinot Noir copre quasi il 38% della superficie totale, lo Chardonnay il 28%, infine il Pinot Meunier quasi il 35%. L’attuale disciplinare di produzione, oltre alla gradazione alcolica, definisce le rese per ettaro (modificabile ogni anno dal Consorzio) e le rese in mosto.

La vera innovazione dello Champagne è stata la creazione di una scala di valori per classificare i circa 340 comuni del comprensorio, attribuendo a ciascuno una percentuale che va dall’ 80% al 100%: il 100% corrisponde al prezzo massimo di vendita stabilito annualmente dal Consorzio per un chilo di uva. Gli Champagne prodotti da uno degli attuali 17 comuni contrassegnati da un punteggio di 100 portano in etichetta la menzione “Grand Cru”, mentre quelli provenienti dagli oltre 40 comuni classificati da 90 a 99 possono fregiarsi della dicitura “Premier Cru”. Tutti gli altri comuni valutati tra 80 e 89 rientra nelle cuvées anonime di assemblaggio. Negli ultimi anni, data l’importanza crescente dei piccoli viticoltori, spesso specializzati nella coltivazione di un solo vitigno, sono cresciute le cuvées particolari (Champagne monocru con l’aggiunta della menzione Grand Cru o Premier Cru, Champagne Blanc de Blancs o Blanc de Noirs e cuvées millesimate) che rubano un po’ la scena a quelle d’assemblaggio.

I Blanc de Blancs, largamente diffusi oggi, sono prodotti esclusivamente con uva Chardonnay, mentre i più rari Blanc de Noirs sono frutto dell’assemblaggio di Pinot Noir e Pinot Meunier o della spumantizzazione in purezza di una delle due varietà. Le vendemmie che hanno originato uve di particolari ricchezza possono essere oggetto di spumantizzazione in purezza. Le cuvèes millesimate dovranno prolungare il tempo di affinamento sulle fecce: dai 15 mesi obbligatori per gli Champagne di assemblaggio a 36 mesi, che per i prodotti più prestigiosi diventano 60/120 mesi. Ultimamente si stanno diffondendo gli Champagne che in fase di aggiunta di liqueur de dosage sono colmati esclusivamente con vini secchi.

Buon 2015 a tutti! Che sia un anno spumeggiante!

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